Corea del Nord lancia quattro missili balistici

Stavolta sono quattro, tre dei quali pare abbiano raggiunto la cosiddetta “zona economica esclusiva” del Giappone, a 200 miglia nautiche dalla costa orientale e dopo aver volato per circa 1.000 chilometri. È la prima volta che i missili balistici nordcoreani, che secondo alcuni potrebbero essere già in grado di trasportare piccoli ordigni nucleari, arrivano così vicino alle coste del Giappone. Il primo ministro Shinzo Abe, che ha appreso della notizia mentre era in Parlamento, ha chiesto immediatamente la parola per condannare l’ennesima provocazione del regime nordcoreano e chiedere un’immediata risposta da parte della comunità internazionale. Pronta anche la reazione del portavoce del Dipartimento di Stato USA, Mark Toner, che ha tuttavia escluso una minaccia diretta e attuale agli Stati Uniti. Pyongyang, che continua imperterrita a testare, ufficialmente per la propria difesa, missili balistici, nonostante i reiterati divieti da parte del Consiglio di sicurezza dell’ONU, stavolta ha giustificato il lancio come una reazione alle ennesime esercitazioni militari congiunte tra USA e Corea del Sud, attualmente in corso nel mar del Giappone, che il regime considera prove generali di una possibile invasione. Vale la pena ricordare che tra Stati Uniti e Corea del Nord, al termine della cosiddetta “Guerra di Corea”, nel luglio ’53, è stato firmato solo un armistizio che, dal punto di vista tecnico-giuridico, i due Paesi sono, dunque, ancora in stato di guerra. Tra le priorità indicate da Trump in politica estera c’è anche la questione coreana, ma non è chiaro ancora quale sia la strategia della nuova Amministrazione, se proseguire con la poco efficace, sinora, linea dura o rilanciare il dialogo.


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