Corea del Nord, Usa: pronti a nuove sanzioni Onu

Riguardo alla Corea del Nord tutte le opzioni sono sul tavolo. Donald Trump lo ha ribadito al telefono con il Presidente coreano Moon Jae-in e con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Parole che testimoniano che la pazienza degli Stati Uniti sta finendo. “Quando è troppo, è troppo” ha sottolineato l’ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite Nikki Haley, nel suo duro intervento durante il Consiglio di sicurezza straordinario, convocato ieri proprio per rispondere alla nuova provocazione del regime di Kim Jong-un, con quell’ultimo test nucleare che ha scosso le cancellerie occidentali e che secondo la Haley dimostra che Pyongyang vuole la guerra. Da qui la necessità di inasprire le sanzioni secondo gli Stati Uniti, che la prossima settimana presenteranno all’Onu una risoluzione in cui si potrebbero anche configurare limiti alle importazioni di petrolio e nuove restrizioni commerciali. Bisognerà, però, aspettare per capire se su questo punto sarà possibile superare le reticenze dei due principali, se non unici, partner economici della Corea del Nord, vale a dire la Russia e la Cina, che propongono, invece, uno scambio con Pyongyang: lo stop ai test nucleari balistici quando Stati Uniti e Corea del Sud interromperanno le esercitazioni militari al confine. È un’opzione che la Haley ha, però, definito un insulto, sottolineando che, vista la minaccia, a maggior ragione Washington è pronta a far sentire il proprio appoggio ad un alleato storico come Seul. Non a caso, si sta finendo di mettere a punto il sistema antimissilistico statunitense in Corea del Sud e Donald Trump ha dato il via libera al Presidente sudcoreano per superare i limiti alla potenza di fuoco dei propri missili, così da rafforzare le proprie difese in caso di un attacco.


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