Esplosione nucleare in Russia: medici, i feriti radioattivi

Ombre sull'incidente, avvolto dai risvolti inquietanti. I medici dell'ospedale regionale di Arkhangelsk che hanno curato i feriti dell'esplosione avvenuta su una piattaforma al largo di un poligono militare a Severodvinsk, durante un test su una nuova misteriosa arma, costato la vita a cinque ingegneri, non erano stati avvisati di dovere trattare pazienti esposti a radiazioni. A dare la notizia è il quotidiano in lingua inglese Moscow Times, che ha parlato con cinque dottori della struttura ospedaliera in forma anonima. A suscitare il sospetto di medici, era stato il fatto che i feriti, 60 in tutto, fossero arrivati nudi e avvolti in sacchetti di plastica traslucidi. Lo stato dei pazienti ha fatto così, immediatamente pensare che si trattasse di qualcosa di grave, ma l'unica informazione data allo start sanitario riguardava il fatto che c'era stata un'esplosione in un sito militare nelle vicinanze. Al quotidiano russo, il personale sanitario ha raccontato di essere stato tenuto all'oscuro dalle autorità sui rischi che stavano affrontando. Solo in un secondo momento queste hanno ammesso che si stava testando una fonte isotopica di ingegneria per un motore a combustibile liquido lasciando pensare ad un missile a propulsione nucleare. Già prima di questa informazione. Il servizio meteo russo aveva rilevato livelli di radioattività di 4, 16 volte superiori alla media. Stando al Moscow Times, nel tessuto muscolare di uno dei dottori visitati è stato trovato cesio 137, un isotopo radioattivo sottoprodotto della fissione nucleare dell'uranio 235. Ma ci sono altri dettagli inquietanti che fanno riflettere sulla trasparenza di Mosca: su invito del servizio di sicurezza federale tutto il personale che ha lavorato a contatto con il paziente in questione, ha firmato un accordo di non divulgazione sull'accaduto.


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