Estradizione Cesare Battisti, ancora un rinvio

Ancora un rinvio, ancora un’attesa. Pastoie burocratiche mettono un freno alla possibile estradizione dell’ex terrorista Cesare Battisti, che ormai, da anni, ha trovato riparo in Brasile. Il giudice della I Sezione della Corte Suprema Luiz Fux, che avrebbe dovuto pronunciarsi sulla questione, ha rinviato tutto non solo a data da destinarsi, ma soprattutto a nuovo processo. Nel frattempo, l’ex membro dei proletari armati resta un uomo libero. Ma qualcosa di importante rispetto al passato è cambiato: nel 2010 la Corte aveva deciso per l’estradizione, ma fu l’allora Presidente Lula a impedirla in un secondo momento. Ora i ruoli tra politica e giustizia sembrano quantomeno invertiti. Il Governo di Michel Temer non è affatto desideroso di tenersi lo scomodo ospite, come confermato dallo stesso ministro della giustizia brasiliano, Torquato Jardim. In attesa che la situazione si sblocchi, Battisti dovrà portare una cavigliera elettronica, comparire periodicamente di fronte alle forze di polizia per informare e motivare le proprie attività e non allontanarsi dalla zona di residenza.


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