Germania, crisi politica e rischio nuovo voto

Il perno dell’Europa è in crisi. La locomotiva del Vecchio Continente improvvisamente scopre la fragilità della politica e le difficoltà del compromesso e dell’intesa. La Germania di Angela Merkel ferma nelle sabbie mobili, che non trova la via per il nuovo esecutivo tra CDU, Verdi e liberali, e la cancelliera di ferro, che in passato aveva dimostrato di essere una negoziatrice infallibile, ora si trova davanti ad una trattativa che, se prima veniva definita “difficile”, adesso sembra quasi impossibile. Nel pantano tedesco si apre una fase di profonda incertezza, sottolineata anche e soprattutto dalle parole del Presidente Steinmeier, che fa appello al senso di responsabilità di tutti i partiti. Ma c’è chi dice che la Germania dovrà necessariamente tornare a votare. Ci sono altre ipotesi sul tavolo. Gli esperti dicono che si potrebbe ancora formare un Governo di Grande Coalizione con i socialdemocratici, anche se da quella parte Martin Schulz aveva chiaramente parlato di voler stare all’opposizione dopo la sconfitta alle urne. Poi timidamente si discute anche di Governo di minoranza, che però viene visto come un vero e proprio azzardo politico per la stessa Merkel, che a sua volta si è mostrata subito scettica. Insomma, il voto per gli osservatori potrebbe essere il male minore, ma c’è già chi parla di una cancelliera comunque al capolinea, in declino, vittima di se stessa e di molti errori politici su vari fronti, immigrazione, energie e Brexit, e capace solo di calcoli sbagliati, che hanno messo a nudo tutti i problemi della potenza tedesca, una potenza che, pilastro economico dell’Unione per decenni, sembra aver perso la sua solidità. Intanto, il resto dell’Europa, preoccupata, guarda verso Berlino.


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