Hong Kong, ancora scontri tra manifestanti e polizia

Ancora violenze ad Hong Kong nel XII fine settimana di proteste, manifestanti e polizia sono tornati a scontrarsi con lanci di lacrimogeni e pestaggi. La protesta era iniziata pacificamente con centinaia di manifestanti scesi in strada con gli ombrelli aperti per chiedere più democrazia, ma in un crescendo di tensione sono tornati gli scontri. Ispirandosi alle proteste che ebbero luogo trent'anni fa nei Paesi Baltici, contro il controllo sovietico, venerdì sera, migliaia di manifestanti hanno formato una lunga catena umana che potrebbe aver raggiunto i 40 km. Alcuni si davano la mano, altri hanno acceso le luci dei telefonini per creare una lunga scia luminosa nella notte. Le manifestazioni degli abitanti di Hong Kong sono iniziate a giugno per protestare contro una modifica alla legge sull'estradizione che avrebbe permesso di processare in Cina gli accusati di reati gravi. L'emendamento è stato sospeso. Ma la protesta anche a costo di duri scontri con la polizia cinese, invece di sopirsi, si è allargata con la richiesta di più democrazia, delle dimissioni della governatrice della città e di libere elezioni. Intanto sembra essersi chiusa la questione di Salmond Cheng, il giovane dipendente del consolato britannico arrestato durante un viaggio di lavoro nella città confinante di Shenzhen, è tornato a casa. La famiglia non aveva avuto suo notizie per giorni, finché le autorità cinesi hanno rivelato di aver arrestato con l'accusa di aver frequentato una prostituta. L'accusa ha destato perplessità nella sua famiglia e tra i suoi amici. E' stato rilasciato dopo che la polizia ha ottenuto una sua confessione.


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