Libia, migliaia di sfollati e situazione sanitaria difficile

3500 sfollati solo nelle ultime 24 ore, per fuggire al conflitto libico. Il dato delle Nazioni Unite colpisce per l'enormità e preoccupa, perché altrettanti hanno chiesto di andarsene, ma non hanno potuto ricevere risposta. Nove famiglie su dieci che hanno chiesto di essere evacuate non possono essere raggiunte e sono a rischio, soprattutto dopo che nelle ultime ore i combattimenti si sono intensificati. Secondo il portavoce dell'ONU sono i più pesanti dallo scoppio delle ostilità, violenze ma anche confusione. Quello che sorprende è stato proprio questo, che in realtà alcune di queste zone, come ad esempio Furjan ed altre zone andando al Gate 27 che un cancello, una porta che divide Warshefana da Zawiya, erano state proclamate come sotto controllo da parte del portavoce del Libyan National Army, ma in realtà non è così, abbiamo visto che ci sono ancora le forze governative fedeli a Al Serraj. Il problema riguarda anche le strutture sanitarie che sono sempre più in difficoltà, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato infatti che a Tripoli hanno a disposizione due settimane di forniture mediche e ha evidenziato il rischio di possibili epidemie di tubercolosi e morbillo, a causa del dislocamento della popolazione, della carenza di acqua e delle condizioni sanitarie. Il venerdì di preghiera al momento regala qualche ora di tregua a Tripoli, in attesa della grande manifestazione in Piazza dei Martiri, l'ex Piazza Verde del regime, contro l'invasione, lo slogan dei manifestanti è “siamo tutti Tripoli”.


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