Londra, muore in cella il killer cannibale

“No comment”. Aveva risposto proprio così Stefano Brizzi nell’interrogatorio dopo l’arresto, nell’aprile scorso. A dicembre, poi, era arrivata la condanna all’ergastolo per aver ucciso, fatto a pezzi e sciolto nell’acido l’agente Gordon Semple. Nella prigione di Belmarsh, sud-est di Londra, l’assassino, 50 anni, avrebbe dovuto trascorrere tutta la vita. Lo hanno trovato morto nella sua cella domenica. Si è suicidato, scrivono alcuni media britannici, ma la notizia non trova conferme ufficiali. Le autorità del carcere annunciano l’avvio di un’indagine. Brizzi viveva nel Regno Unito dal 2012. Ricco dipendente di una banca d’affari, perde il lavoro nel 2015 per problemi di droga. Lo scorso anno la situazione precipita. Conosce il poliziotto Gordon Semple in una chat di incontri gay e lo attira a casa sua. Qui prima lo strangola, poi ne distrugge il corpo. Alcuni pezzi prova a scioglierli nell’acido, come ha visto fare nella sua serie televisiva preferita. Altri letteralmente li cucina. I vicini, insospettiti dall’odore che esce dal suo appartamento, chiamano gli agenti. Quando bussano alla porta, lui ammette l’omicidio di Semple. “Mi ha chiesto di ucciderlo Satana” dice, salvo poi ritrattare nel corso del processo. Davanti ai giudici, infatti, racconta che l’agente è morto per un gioco erotico finito male e nega le accuse di cannibalismo, ma le prove, come questo video in cui è ripreso mentre si procura il materiale per disfarsi della vittima, lo inchiodano. Due mesi fa la condanna all’ergastolo. Ora la morte in cella.


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