Missile Aria-Aria, Haftar: dal Qatar missile destinato a Serraj

Un traffico di armi dal Qatar alla Libia, passando per l'Italia, attraverso l'appoggio di organizzazioni criminali legate alla mafia. È l'accusa pesantissima lanciata da Ahmed al-Mismari, portavoce dell'Esercito Nazionale Libico di Khalifa Haftar, contro il Governo di Accordo Nazionale di Tripoli. Per le forze vicine al Generale della Cirenaica il missile aria-aria, sequestrato lunedì scorso dalla Digos di Torino nell'ambito di un più ampio blitz che ha portato alla luce un vero e proprio arsenale da guerra, ebbene, quel missile era destinato ad armare i caccia delle milizie di Misurata che combattono proprio al fianco del Governo di Accordo Nazionale di al-Sarraj contro il generale Haftar. Secondo la versione fornita dal portavoce dell'Esercito Nazionale Libico il mittente era il Qatar, ma l'obiettivo non era portare il missile in Italia ma farlo arrivare direttamente in Libia. Un obiettivo evidentemente fallito. Ma la ricostruzione di al-Mismari non termina qui. Il nostro Paese, infatti, non sarebbe stato utilizzato solo come scalo intermedio di questo presunto traffico di armi; sempre secondo gli uomini di Haftar sul territorio italiano agirebbero organizzazioni criminali legate alla mafia che armano le milizie terroristiche in Libia. Le dichiarazioni di Haftar per bocca del suo portavoce arrivano poche settimane dopo il ritrovamento di quattro missili francesi in una delle basi appartenenti alle forze ribelli che combattono al fianco dell'uomo forte della Cirenaica. Un episodio che aveva creato qualche imbarazzo a Parigi e che aveva riportato l'attenzione sul tema dell'approvvigionamento di armi da parte di entrambi gli schieramenti della guerra civile libica. Una guerra che continua nonostante lo stallo delle ultime settimane e per la quale i Governi di Francia, Egitto, Emirati Arabi, Stati Uniti, Italia e Regno Unito hanno firmato una dichiarazione con la quale chiedono l'immediata cessazione delle azioni militari e sollecitano il ritorno a un processo politico sotto l'egida delle Nazioni Unite.


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