Non solo guerra, l'altro volto dell'Africa è hi-tech

Migrazioni, conflitti e colpi di Stato, ma l’Africa non è solo questo. Il continente più giovane del mondo - circa il 70 per cento degli africani ha meno di 25 anni - vanta storie di successo e modernità, complici le nuove tecnologie che ne stanno rapidamente modificando il panorama. La diffusione degli smartphone, la nascita di digital lab, l’energia alternativa, il crowdsourcing rappresentano, infatti, strumenti di sviluppo sostenibili e ad alto contenuto tecnologico. Dal tablet che si ricarica con l’energia solare, al motore alimentato ad urina, gli africani si sono resi protagonisti di invenzioni e brevetti che portano il continente alla ribalta, ben lontano dai luoghi comuni e ancora, solo per fare alcuni esempi, le piattaforme web per la creazione di network di contadini, le protesi mediche ricavate dai rifiuti con le stampanti 3D e i pagamenti via cellulare con cui far fronte all’assenza di una rete bancaria capillare. È il volto di un’altra Africa, quella delle eccellenze e dell’innovazione, di un continente che riscatta la propria immagine di povertà grazie a ritmi di crescita sostenuti e alla nascita di una classe media che la banca di sviluppo stima in 350 milioni di persone. È un continente che entro il 2035 avrà la più grossa forza lavoro del pianeta, più di quella cinese, e una fascia di anziani di molto inferiore rispetto a qualsiasi altra regione del mondo e che quindi oggi sente l’urgenza di formare i propri giovani e preparare professionisti qualificati di cui ha assoluto bisogno. Non è un caso se l’Africa è il secondo mercato internazionale per la telefonia mobile. In alcuni Paesi, come Botswana, Gabon e Namibia, ci sono più abbonamenti mobili che abitanti. Innovazioni che stridono con una realtà in cui la maggior parte degli africani vive ancora con meno di due dollari al giorno, l’aspettativa media è sotto i cinquant’anni e nel quale la desertificazione e il land grabbing fanno rima con sottosviluppo. Ma è anche l’Africa dei talenti emergenti, del protagonismo delle donne e delle start-up più innovative. All’alba del terzo millennio, dunque, l’Africa è il luogo dove la mancanza di infrastrutture si incontra con internet e con i cellulari e le nuove tecnologie aprono a nuove prospettive di crescita.


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