Parla Benedetto XVI. "Pedofilia? Nasce tutto nel '68"

Un testo intenso, di grande visione, a tratti commovente, 18 pagine che aprono nuovi squarci di riflessione sulla diffusione della piaga della pedofilia nella Chiesa. Papa Ratzinger rompe clamorosamente il silenzio dal monastero in cui si è rinchiuso dentro il Vaticano dalle sue dimissioni del 2013 e interviene sul tema, con l'assenso del Segretario di Stato Cardinal Parolin e di Papa Francesco. Bendetto XVI fissa lo sguardo sulla sua Germania, ma con una prospettiva globale. Parla di un collasso della teologia morale che ha reso negli anni Sessanta inerme la Chiesa cattolica di fronte ai processi in atto nella società. Dice che la rivoluzione del ‘68 voleva conquistare una libertà sessuale che non tollerava più alcuna norma e in questo contesto anche la pedofilia era stata diagnosticata come permessa e conveniente. Ratzinger non lo dice e probabilmente non lo sa, ma ancora anni dopo in Italia, persino un importante partito politico fece un convegno internazionale per difendere la liceità della pedofilia, il sito internet è stato poi oscurato. Il Papa emerito scrive che sul finire degli anni Ottanta, inizi Novanta la teologia morale cattolica assunse forme drammatiche, Ratzinger cita nomi di teologi e circostanze precise, racconta che in molti i seminari si formarono club omosessuali che agivano a volte anche apertamente, trasformandone il clima. Un vescovo mostrava ai seminaristi film pornografici, altri vescovi rifiutavano la tradizione cattolica nel suo complesso e Bendetto XVI ricorda che nei seminari persino chi veniva sorpreso a leggere i suoi libri teologici, veniva considerato non idoneo al sacerdozio. Un clima malato che fece sì che di fronte alla pedofilia un rinnovamento del diritto penale si affermò solo lentamente, c'era una concezione garantista degli accusati, figlia del ‘68 e di un malinteso rinnovamento conciliare che quasi impediva le condanne. Giovanni Paolo II si oppose a tutto questo, Ratzinger continuò tra molte resistenze la sua opera, Francesco ha intrapreso ulteriori riforme. “Serve adesso una nuova Chiesa, come molti propongono?”, si chiede Benedetto XVI. La risposta è: “no, la Chiesa non è solo un apparato politico come oggi in tanti la intendono, nella Chiesa ci sono il male e il peccato, ma anche tanti Santi e forme vive di fede. Non si può screditare la Chiesa nel suo complesso, si combatte la pedofilia con le norme, ma soprattutto se la fede si risveglia nelle anime” e Ratzinger termina ringraziando Papa Francesco per tutto quello che sta facendo per mostrare di continuo che la luce di Dio anche oggi non è tramontata. Un testo, quello del Papa emerito che mentre apre nuove prospettive di lettura sull'orrore della pedofilia, aprirà anche inevitabili discussioni.


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