Premio Nobel, per la Fisica ai cacciatori di mondi alieni

L'evoluzione dell'universo e il posto della terra nel cosmo. Su questi temi hanno lavorato tutta una vita i tre scienziati cui è stato assegnato quest’anno il premio Nobel per la fisica. Il canadese James Peebles ha studiato l'infanzia del nostro universo attraverso la radiazione cosmica di fondo, il cosiddetto eco primordiale del Big Bang. L'uomo è in grado di descrivere non più del 5% della materia attorno a lui, ma Peebles è riuscito a dimostrare quanta materia è stata creata durante il Big Bang e come questa materia si sia aggregata per formare le galassie di oggi, o meglio quelle che oggi, 14 miliardi di anni dopo, vediamo nello spazio. I due svizzeri, Michel Mayor e Didier Queloz, hanno scoperto 51 Pegasi, il primo esopianeta in orbita attorno a una stella simile al sole. L'osservazione, fatta nel lontano 1995, attraverso un piccolo telescopio con uno specchio di appena due metri, ha rilanciato nel corso degli anni successivi l'eterna domanda siamo soli nell'universo? Le scoperte dei tre scienziati premiati, spiega la Reale Accademia per le Scienze svedese, che assegna il Nobel per la fisica, hanno cambiato per sempre le nostre concezioni del mondo. Dopo il Nobel per la medicina ai tre scienziati che hanno indagato sul respiro delle cellule tra poche ore toccherà alla chimica, poi alla letteratura, venerdì alla pace e lunedì all'economia. Per la pace grande favorita la sedicenne Greta Thunberg.


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