Profugo siriano fa causa a Facebook, foto manipolate

Questa è la foto dalla quale tutto è partito. È il 2015 e il selfie del profugo siriano Anas Modamani con Angela Merkel fa il giro del mondo e diventa simbolo della politica tedesca dalle porte aperte. Oggi, però, quella foto lo perseguita, esponendolo a minacce e ingiurie. Ed è per questo che Anas ha deciso di fare causa a Facebook. Vuole che quella foto venga rimossa e chiede di impedire che venga ancora usata per costruire fake news. Il volto di questo ragazzo, poco più che ventenne, con permesso di soggiorno in Germania e regolare impiego viene, infatti, sempre più spesso associato a notizie sui terroristi islamici. È successo con gli attentati di Bruxelles e con quello al mercatino di Natale di Berlino. Attraverso fotomontaggi in rete che riprendono il suo volto è stato persino accusato di essere uno dei responsabili di un agguato incendiario a un centro per senzatetto e così collegato alla strage nella capitale tedesca del 19 dicembre. Tutti fatti coi quali lui non c’entra nulla. Facebook, intanto, si difende. Si scusa per l’uso che fa la rete della sua immagine, ma sostiene che la foto rispetti gli standard del social network. Ad Anas non è rimasto che portare il colosso di Zuckerberg davanti ai giudici. Il problema – continua a ripetere – non è solo legato a quella foto, quanto al fatto che chiunque e in qualsiasi momento può creare una falsa notizia e farla circolare in rete. Oggi in Baviera si terrà, dunque, la prima udienza destinata a creare un precedente.


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