Proteste in Russia, centinaia i fermi a manifestazioni

Cominceranno a votare nel 2018 e sono nati nell’anno in cui l’attuale residente del Cremlino è diventato per la prima volta Presidente. È questa la generazione Putin, tutta fatta di nativi digitali che ai media mainstream hanno deciso di sostituire, per informarsi, piattaforme digitali come YouTube. Ed è proprio da qui che è partita l’ultima iniziativa portata avanti dal blogger di opposizione, nonché aspirante candidato alla presidenza nonostante una condanna al carcere con condizionale, Aleksej Navalny. Nel Giorno della Russia, festa nazionale, in migliaia hanno aderito alla nuova manifestazione anticorruzione che ha interessato duecento città del Paese e sono fioccati ancora una volta gli arresti a partire proprio da quello di Navalny, prelevato sotto la sua casa a Mosca 35 minuti prima dell’inizio del corteo, e che ora rischia un mese di carcere. Alla fine di un turbolento pomeriggio, le persone fermate risultano essere oltre un migliaio, di cui circa 750 nella sola capitale. Ma nonostante la polizia abbia reagito in fretta, il Governo fa sempre più fatica a controllare il dissenso che si diffonde rapidamente in rete grazie ai video che i manifestanti girano con i propri cellulari per denunciare l’accaduto sui social network. Nel mirino di Navalny ci sono soprattutto le presunte ricchezze non dichiarate dell’attuale Primo Ministro Dimitri Medvedev ma la corruzione è un’autentica piaga in Russia. E lo scontento non riguarda solo i giovani. Se è vero che Putin gode di un consenso che supera l’80 per cento, si stanno moltiplicando le occasioni e motivazioni di protesta popolare, soprattutto a Mosca.


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