Proteste Israele, Giro d'Italia cancella "Gerusalemme Ovest"

Doveva essere una cronometro in linea e, invece, è diventata una partenza in salita. La prima tappa del Giro d’Italia, che il prossimo maggio, per la prima volta, scatterà da Israele, stava per trasformarsi in un caso diplomatico per una parola, che non è solo geografia, ma anche storia e politica, perché appunto la prima tappa era stata presentata come una crono con partenza e arrivo a Gerusalemme West, cioè Ovest, il termine con cui in genere si allude all’occupazione israeliana di Gerusalemme Est nel 1967, mai riconosciuta dalla comunità internazionale. “Non ci sono né Est né Ovest, Gerusalemme è la capitale”. La reazione dei ministri israeliani dello sport e del turismo è durissima e arriva a minacciare il patrocinio alla stessa corsa (si parla di dieci milioni di euro), ma chiaramente non è solo una questione economica. La polemica esplode al mattino. Passano poche ore e, a metà giornata, sul sito ufficiale del Giro “Gerusalemme Ovest” sparisce e si trasforma in “Gerusalemme”, e basta. “Nessuna valenza politica. Era solo l’indicazione logistica dell’area in cui si svolgerà la corsa”, hanno spiegato gli organizzatori. Gli israeliani si felicitano per la rettifica e il caso si chiude, anche se sullo sfondo restano le proteste dei palestinesi e la minaccia di azioni dimostrative lungo le strade per una corsa che non entrerà nella città vecchia di Gerusalemme e nelle due tappe successive non passerà nei territori occupati.


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