Rambla, strada simbolo di Barcellona

La Rambla è lo specchio di Barcellona, la sua via più famosa, il punto di partenza o di arrivo per i 32 milioni di turisti l’anno che visitano la città. Per Federico García Lorca la Rambla è l’unica strada al mondo che non dovrebbe mai finire. Lunga 1,2 chilometri, da Plaça Catalunya a Port Vell, ovvero il Porto Vecchio, è attraversata ogni giorno da migliaia di turisti, qui per calcare il palcoscenico della città. Un po’ troppo affollato secondo il milione e duecentomila abitanti, che reclama l’esclusiva sulla città. Per combattere contro la folla di invasori, ha sfilato proprio sulla sua via più famosa, la Rambla, chiedendo di ridurre il numero di turisti. Quello colpito dal terrorismo è il cuore di Barcellona, intorno a cui ruotano i numeri da capogiro del turismo in città. Attualmente sono disponibili circa 75.000 posti letto negli hotel, più altri 50.000 in appartamenti in cui è legalmente permesso ospitare turisti e altrettanti non dichiarati. La capitale della Catalogna è la quinta città europea per numero di pernottamenti dopo Londra, Parigi, Berlino e Roma, città, però, che hanno una popolazione molto più numerosa. La Rambla, talmente lunga da essere chiamata anche “la stramblas” perché è un susseguirsi di strade, taglia in due la zona più ricca di attrazioni turistiche del centro, sfiorando la cattedrale e il Barrio Gotico, ospitando l’affaccio del Mercato della Boqueria e rappresentando l’accesso più veloce al porto. Principalmente pedonale, questa via vive 24 ore al giorno e, camminando lungo i suoi marciapiedi, si incontrano molte attrazioni, dagli spettacoli dal vivo alle statue umane, borseggiatori compresi. Tra negozi di souvenir e ristoranti molto frequentati dai turisti, c’è posto anche per la cultura. In mezzo alla strada si trova un grande mosaico di Mirò. Una strada che fa da sfondo a ogni foto ricordo, vetrina del meglio e del peggio della città.


  • TAG
Autoplay