Russiagate, Trump: non ho registrazioni colloqui con Comey

Via Twitter aveva insinuato il sospetto e adesso via Twitter quello stesso sospetto lo toglie dal tavolo: Donald Trump usa il social network per precisare di non avere mai effettuato e di non avere in suo possesso alcuna registrazione dei colloqui privati con James Comey. Era stato sempre il Presidente a maggio, nel pieno delle prime indiscrezioni di stampa sulle sue richieste inappropriate all’ex direttore dell’FBI riguardo al Russia Gate, a twittare che Comey prima di rilasciare notizie ai media avrebbe fatto meglio a sperare che non esistessero nastri dei loro incontri. Parole che hanno acceso settimane di speculazioni alimentate dallo stesso Trump che non ha mai fatto chiarezza al riguardo, tanto che il Congresso aveva dato alla Casa Bianca tempo fino ad oggi per consegnare ogni eventuale registrazione. Da qui la decisione del Presidente, con l’avvicinarsi della scadenza, di scoprire le carte nella speranza che si possa placare la polemica attorno al Russia Gate, una vicenda che, a suo parere, è stata montata se non creata ad arte dai democratici ancora incapaci di accettare la sconfitta elettorale. Per Trump sarebbe, invece, arrivato il momento di spostare i riflettori su altro a partire dalla riforma sanitaria che deve far archiviare l’Obamacare. I repubblicani al Senato, dopo giorni di lavoro a porte chiuse, hanno presentato ieri il loro progetto che prevede sgravi fiscali per i redditi più bassi che vogliono sottoscrivere un’assicurazione, elimina gli aumenti di tasse per i più ricchi che nel piano di Obama servivano a finanziare l’allargamento della copertura, tagli i fondi per il Medicaid che aiuta chi non può permettersi un’assicurazione privata, come il Planned Parenthood che offre prestazioni come visite ginecologiche, aborto, contraccezione ed educazione sessuale. Inoltre elimina l’obbligo per i privati e le società di assicurarsi o di assicurare i dipendenti. E i repubblicani sono determinati a portarlo al voto già la prossima settimana anche se non sarà così semplice dato che negli Stati più poveri che hanno votato per Trump in molti utilizzano l’Obamacare. Non a caso, lo stesso Barack Obama, via Facebook ha fatto appello ai cittadini e ai membri del Congresso di tutte le parti politiche affinché si faccia un passo indietro considerando che la riforma sanitaria deve andare al di là del confronto fra repubblicani e democratici o della logica per cui l’importante è smontare quello che hanno fatto quanti sono venuti prima di noi, puntando invece su una soluzione che guardi al benessere di tutti.


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