Siria, Trump: Usa possono mediare tra Turchia e Curdi

A questo punto abbiamo tre opzioni: mandare migliaia di soldati sul campo e vincere, imporre sanzioni molto dure contro la Turchia o mediare fra Ankara e curdi affinché trovino un accordo. Queste le tre vie indicate da Donald Trump su Twitter per affrontare la crisi al confine siriano. La prima è da escludere dato che sono giorni che lo stesso Presidente sottolinea di non voler più coinvolgere gli Stati Uniti in una guerra da lui definita senza fine e ridicola. La seconda arriverà solo in caso di pesanti violazioni umanitarie da parte della Turchia. La terza lascia perplessi considerando che sono secoli che va avanti il conflitto fra turchi e curdi, e che difficilmente questi ultimi accetteranno una mediazione statunitense dopo essere stati lasciati soli con il ritiro di Washington e dei soldati che aveva al confine, ritiro che di fatto ha spianato la strada ai carri armati turchi che continuano con violenza e determinazione la propria offensiva. Senza contare che Trump di certo non fa molti sforzi per evitare che i curdi si sentano di fatto alleati di serie B. Parole che hanno alimentato il dissenso anche fra i Repubblicani, ormai sempre più apertamente critici contro la politica di Trump nell'area. Dalla Casa Bianca, d'altronde, non è ancora arrivata neanche una condanna ufficiale dell'operazione turca, che sembra sempre più di fatto concordata fra Erdogan e Trump. Non a caso anche in Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite gli Usa sono rimasti cauti, pur certo precisando di non aver mai dato il via libera ad Ankara per un attacco contro i curdi. Intanto le Nazioni Unite lanciano l'allarme: sarebbero decine di migliaia le persone in fuga dalle zone colpite dall'avanzata turca, quelle stesse zone in cui la Turchia è determinata a far rimpatriare i rifugiati scappati dalla guerra civile siriana. Ma il rischio a questo punto è che queste persone vengano semplicemente sostituite dai rifugiati curdi.


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