Sud Europa spende in alcol e donne, bufera su Dijsselbloem

Potrebbe non avere un lieto fine la versione eurocrate della favola della formica e della cicala, la versione di Jeroen Dijsselbloem, con i Paesi del nord previdenti e quelli del sud scialacquatori. Da più parti, infatti, si invocano le dimissioni del Presidente dell’Eurogruppo, per quell’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung nella quale il politico olandese, noto per le sue posizioni da falco rigorista, accusa l’Europa mediterranea di aver sperperato soldi in alcol e donne per poi chiedere aiuto agli Stati nordici. I primi a pretendere delle scuse, che non sono mai arrivate, sono stati gli spagnoli. Dal Portogallo il premier Costa ha invitato Dijsselbloem a fare le valigie, richiesta fatta propria anche da Matteo Renzi, e con lui da tutto l’arco politico italiano, dal centrodestra ai 5 Stelle. L’ex Presidente della Commissione europea, Romano Prodi, sfodera una battuta, dicendo di avvertire una certa invidia nelle parole del ministro olandese, mentre Jean-Claude Juncker fa sapere cautamente di aver sempre avuto rispetto, simpatia e persino amore per l’Europa meridionale. A prendere le distanze da Dijsselbloem, anche il Partito socialista europeo, di cui fa parte lo stesso olandese. Ma nonostante le specificazioni del suo portavoce, secondo cui quelle parole non erano indirizzate a un Paese specifico, ma erano per ricordare che la solidarietà comporta degli obblighi, la poltrona di Dijsselbloem sembra ormai davvero traballante. Anche perché il suo partito laburista è uscito con le ossa rotte dalle ultime elezioni nei Paesi Bassi. E lui dunque difficilmente resterà Ministro delle Finanze nel prossimo esecutivo. Il suo obiettivo però era quello di rimanere a capo dell’Eurogruppo fino a fine mandato, che scade a gennaio, obiettivo che oggi sembra davvero più difficile da raggiungere. A schierarsi con Dijsselbloem per ora solo la Germania il cui ministro Schaeuble fa sapere di apprezzare il lavoro del collega olandese.


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