Turchia-Europa, Erdogan convoca l'ambasciatore tedesco

Non accenna ad allentarsi la tensione tra Turchia ed Europa e soprattutto tra Ankara e Berlino. Ieri, da Istanbul, Erdoğan ha accusato ancora la Germania di sostenere i terroristi. “Una parte dell’Europa – ha detto – ormai lo fa a viso aperto. Il ballo in maschera ora è finito”. Poi ha parlato del caso del reporter del Die Welt, il turco-tedesco Deniz Yücel, arrestato il mese scorso nell’ambito di un’inchiesta su un gruppo di hacker turchi, che hanno diffuso alcune mail attribuite al Ministro dell’energia e genero di Erdoğan, Berat Albayrak. “Ritenuto un terrorista e una spia”, ha dichiarato il Presidente turco a proposito del giornalista. “Si è nascosto nel consolato tedesco per un mese. Ora è stato arrestato. Sarà processato e saranno i nostri giudici a decidere se è innocente o colpevole”. “Erdoğan ha passato il segno accusando Angela Merkel di pratiche naziste”, ha detto il Ministro degli esteri tedesco Sigmar Gabriel. Mentre il Ministro della difesa turco Fikri Isik ha criticato l’intelligence di Berlino, che nei giorni scorsi aveva sostenuto il fallimento della Turchia nel dimostrare che dietro il tentato golpe del 15 luglio scorso ci fosse Fethullah Gülen. “Bisogna essere sordi o ciechi – ha replicato Isik – oppure sentire il bisogno di proteggere chi ha tentato il golpe per dire questo”. Intanto Ankara ha convocato l’ambasciatore tedesco dopo la manifestazione curda di sabato a Francoforte. Migliaia di persone hanno sfilato in occasione del Newroz, capodanno curdo, molti dei quali sfoggiando bandiere del PKK e immagini di Öcalan, leader storico e fondatore dell’organizzazione in carcere dal 1999. Questo nonostante il Ministro degli interni tedesco avesse vietato simboli del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, riconosciuto come gruppo terrorista anche in Europa. Nel frattempo, Copenaghen ha convocato l’ambasciatore turco dopo che un quotidiano danese ha parlato di presunte accuse di alto tradimento e di minacce che avrebbero ricevuto alcuni turchi che vivono in Danimarca e che sono contro il Governo di Ankara.


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