Versailles, i 4 grandi spingono verso una Ue a 2 velocità

L’Unione europea riprenderà il suo cammino da Roma il 25 marzo, ma la nuova marcia potrà essere anche a più velocità. Alla reggia di Versailles, Italia, Francia, Spagna e Germania tracciano la linea per l’Europa dei prossimi dieci anni, e per una volta, i quattro Capi di Governo sembrano davvero parlare ad una voce sola. Alla consapevolezza che i populismi, i nazionalismi post Brexit rischiano di cancellare i valori e i princìpi stessi dell’Europa unita, si aggiunge un’altra certezza: quella che a nessun Paese si può chiedere di fare più di ciò che è in grado di fare: “Dobbiamo avere il coraggio di accettare che alcuni Paesi vadano avanti, che possano andare avanti più rapidamente di altri. Queste cooperazioni differenziate devono rimanere aperte a coloro che sono un po’ più indietro”. È un’Europa che condivide valori e solidarietà, ma rispetta i bisogni di ogni singolo Paese. Per Hollande lo spirito deve essere questo. Unica via, gli fa eco Rajoy, far sì che l’Europa continui ad essere una storia di successo. Gentiloni dice subito sì a più livelli di integrazione, ma sapendo che ci sono problemi che devono e dovranno essere affrontati sempre insieme, a partire da quelli dell’immigrazione, trascurata e sottovalutata proprio da questa Unione, alla ricerca di rilancio: “L’Unione che non rinuncia alla libera circolazione delle persone, e che proprio perché non rinuncia alla libera circolazione delle persone, difende le proprie frontiere esterne e affronta in comune la sfida dell’immigrazione. Guardate: io non credo ai seminatori di illusioni sulla questione immigrazione, non credo che possa considerarsi un fenomeno transitorio”. Come sessant’anni fa, Roma terrà a battesimo questa nuova Europa, che a differenza di allora, però, oggi appare in debito di fiducia e speranza. Motivo per cui, le celebrazioni per i trattati non potranno essere una semplice ricorrenza, bensì la sottoscrizione di un impegno da non tradire.


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