70 anni di Nato, sfide e obiettivi del futuro

04 apr 2019

Un attacco contro uno è un attacco contro tutti. 70 anni fa a Washington su questi presupposti, la difesa collettiva dal blocco militare sovietico in piena guerra fredda, nasce la NATO, l'organizzazione del trattato del Nord Atlantico. 12 i Paesi fondatori, nordamericani ed europei tra cui l'Italia, altri 17 si sono aggiunti, l'ultimo in ordine di tempo il Montenegro. In questi 70 anni molti fronti hanno messo in azione gli Stati del Patto Atlantico, anche dopo la caduta del Muro di Berlino 30 anni fa, per citarne alcuni la guerra in Bosnia Erzegovina, la crisi in Jugoslavia, l'attacco terroristico alle torri gemelle nel 2001, la prima volta in cui viene invocato l'articolo 5, quello del tutti contro uno e poi il conflitto in Afghanistan, la missione in Iraq, le operazioni in Libia, fino ad arrivare ai giorni nostri, 70 anni in cui la storia è andata avanti, la NATO ha cercato di accompagnare i cambiamenti, di individuare nuovi pericoli esterni e di reagire a nuove sfide interne. Trump, il Presidente dell'America first, l'America prima di tutto, ha subito messo sul tavolo i numeri, i soldi “gli Stati Uniti spendono troppo, gli alleati devono impegnarsi di più”. Secondo le stime pochi raggiungono la soglia del 2% del PIL nazionale da destinare alla difesa, come stabilito nel 2014. Poi ci sono i problemi denunciati in Turchia, il sultano Erdogan è accusato di un eccessivo accentramento di poteri in patria e in politica estera di avvicinarsi sempre di più alla minacciosa Russia di Putin. La Russia e la NATO, alcuni parlano di una nuova Guerra Fredda, di certo dai tempi della cortina di ferro il clima non è mai stato così teso, dei nuovi Paesi che fanno parte della NATO, ben sei erano membri dell'allora Patto di Varsavia, alleanza militare che si contrapponeva proprio quella atlantica, per questo Putin è determinato a riportare nella sua orbita questi Stati, e le ex Repubbliche ovietiche Baltiche, dal canto loro, altrettanto determinati a restare nella sfera occidentale. Nel futuro Europa e Stati Uniti dovranno continuare a garantire la loro protezione, per dimostrare che l'ombrello della NATO è ancora in grado di definire gli equilibri internazionali.

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