Sommergibili nucleari all'Australia, le proteste di Pechino

17 set 2021

"La Cina ha tutto il diritto di affermare i suoi diritti, se tali sono, ma noi quello di difendere i nostri, ed è quello che stiamo facendo, rafforzando la nostra alleanza, perché le acque internazionali sono tali, sono principi sacrosanti che nessuno può sognarsi di mettere in dubbio, inventandosi sovranità inesistenti". Parole dure, durissime, quelle del Premier australiano Scott Morrison, pronunciate nel corso di una conferenza stampa all'indomani dello storico annuncio con il quale Stati Uniti e Regno Unito consentiranno all'Australia di possedere sommergibili nucleari. Un annuncio a sorpresa, che ha provocato dure proteste da parte della Cina, il cui portavoce, Zhao Lijian, ha parlato di decisione irresponsabile, accusando i tre paesi di voler rilanciare una miope, quanto obsoleta, stagione di guerra fredda. Oltre alle reazioni piccate da parte della Francia, che vede sfumare un accordo da 30 miliardi di dollari e le perplessità da parte dell'Europa intera, che sembra essere stata presa completamente alla sprovvista. Ma l'annuncio ha provocato reazioni diverse, anche nella regione, divenuta da qualche tempo sempre più importante dal punto di vista strategico. Nessun commento ufficiale da parte della Corea e del Giappone, entrambi fedeli alleati degli USA, che tuttavia sono impegnati in una delicata fase pre-elettorale che non consente ai vari leader di prendere posizioni nette. A Tokyo trapela tuttavia grande imbarazzo per il fatto che il governo, sia pure dimissionario, non sia stato informato né coinvolto nel negoziato. Perplessità anche da parte dell'Indonesia, il cui governo insiste nella necessità di garantire stabilità e non creare nuove tensioni, in una zona strategicamente sempre più importante per i commerci internazionali. Mentre in Nuova Zelanda la Premier, Jacinda Ardern, pur ribadendo la fedeltà al cosiddetto gruppo dei cinque occhi (Usa, Regno Unito, Canada, Australia e appunto Nuova Zelanda), ha escluso che i nuovi sommergibili nucleari possano entrare nelle acque territoriali del suo paese. "Siamo e resteremo un paese antinucleare, nessuna eccezione", ha detto la Premier, ricordando che la Cina è il suo primo partner commerciale e che il suo governo preferisce la politica del dialogo a quella del confronto.

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