Addio Diego, l'Inghilterra lo saluta: "nelle mani di Dio"

26 nov 2020

È la partita che tutti ricordano, i 114000 presenti all'Azteca Stadium di Città del Messico, in milioni davanti alla TV per i quarti di finale di Coppa mondiale che poi Diego alzerà al cielo. Era il 1986, in campo Argentina Inghilterra, come accade spesso nel calcio e con il calcio su quel rettangolo verde andavano in scena un gioco e molto di più, la guerra delle Falkland delle Malvinas, non era solo, non era ancora un ricordo. In campo 22 uomini, una sfida decisa dal gol del secolo, ma soprattutto il giorno in cui la mano di Dio scelse di giocare. La testa di Maradona e la mano de Dios, battezzare quel gol così chiaramente non valido fu proprio il campione e oggi la stampa britannica con quelle parole lo saluta, Nelle mani di Dio il titolo più letto, non è semplicemente l'onore delle armi, nonostante tutto, è un tributo, un riconoscimento, un omaggio al più grande, all'eroe e al genio. Indimenticabile, una leggenda del nostro gioco, lo saluta, via Twitter, l'Inghilterra. Nessuno dimentica le ombre, era un bugiardo, un furfante, un mascalzone e un egomaniaco, per il Telegraph il disappunto non è per un potenziale inespresso, ma per la voragine tra la grandezza del giocatore e la statura dell uomo. Eppure oggi tutto si risolve in qualcosa di più semplice, se ami il calcio ami Maradona scrive il Times e da Marcus Rashford a David Beckham, passando per il capitano di oggi, Harry Kane, che tutti sono d'accordo, l'Anfield Liverpool, uno dei templi del calcio, lo saluta con un minuto di silenzio. Gary Lineker, che nel 1986 era in campo con lui non ha dubbio, è stato il miglior giocatore della mia generazione e probabilmente il più grande di tutti i tempi, scrive, dopo una vita benedetta ma travagliata, spero che tu possa trovare un po' di conforto nelle mani di Dio. A quelle mani pensa anche l'uomo che con la mano di Dio dovette fare i conti. Non mi piace che non si sia mai scusato per quel gol, è il ricordo di Peter Shilton, portiere dell'Inghilterra in quella partita che tutti ricordano, è stato il più grande giocatore che abbia mai affrontato, ma non aveva sportività. 12 anni fa in un'intervista al Sun il Pibe de oro commentava così, se potessi scusarmi e tornare indietro lo farei, ma non posso cambiare la storia, tutto quello che posso fare è andare avanti. Andare avanti, alzare un'ultima coppa di vita? L'Inghilterra oggi lo saluta.

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