Io sono un giornalista e vivo in Giappone da più di 30 anni. Questo paese lo amo e lo detesto, lo conosco e lo ignoro, lo accetto e lo contesto, come se fosse il mio. "Sono nel centro di Tokio ad Akasaka, c'è un terremoto fortissimo, tutti i palazzi stanno muovendosi. Guardate la gru, guardate la gru là in cima a questo palazzo come si muove. Guardate." La situazione più grave è alla centrale di Fukushima Dai-ichi, uno dei 19 impianti presnti nel paese, circa 300 km a nordest di Tokio. "E' arrivato il momento di decidere che cosa fare e in fretta." Abbiamo deciso di evacuare tutti coloro che vivono entro un raggio di 20 km dalla centrale di Fukushima." Questa è una stradina interna di Futaba, l'ultimo villaggio a 4 km dalla centrale. Vedete qui proprio non è passato ancora nessuno da quel giorno. Tutto è stato lasciato così com'era, gente scappata. "Terremoto, Tsunami, fallout nucleare. Ecco la zona che li ha subiti tutti e tre. Se nei primi giorni dell'emergenza era sconsigliato entrare nella zona di esclusione, ora è davvero proibito, ma non possiamo fermarci. Decidiamo tutti insieme di violare il divieto, convinti che in casi del genere i giornalisti non solo possono ma devono farlo, e anche perché la zona proibita esercita un'attrazione speciale, quasi perversa. C'è ancora vita qui ma una vita che odora di morte.























