Addio Sepùlveda, il ricordo di Paolo Giordano

16 apr 2020

Io non ho avuto purtroppo l'occasione di incontrarlo mai di persona e oggi me ne dispiaccio enormemente, peraltro, è stato, è uno strano simbolo, quello che avviene oggi con la sua morte no, perché Sepulveda è stato il primo ammalato anche illustre di Covid, la notizia del suo ammalarsi ha fatto subito il giro del mondo e in un certo senso, davamo per scontato che sarebbe guarito e questa è uno degli aspetti più terribili di quello che sta accadendo che poi le cose veramente accadono, veramente portano a delle conseguenze. nonostante tutta la nostra incredulità. Io un aspetto che amo molto della sua letteratura è il fatto che Sepulveda come i veri grandi scrittori, abbia attraversato tutto nel suo racconto, ha raccontato l'amore, ha raccontato l'oppressione politica, ma non si è mai lasciato determinare interamente da una sola esperienza, lui che è stato imprigionato sotto Pinochet, lo sappiamo, è riuscito a rinascere anche nelle fiabe, quindi a ritrovare una levità nonostante tutto quel dramma. Questo mi sembra una anche un'idea molto importante da portarsi dietro oggi, l'idea che tutto quello che accade, per quanta sofferenza porti, per quanto porti a delle trasformazioni che ci sembrano...da cui ci sembra di non poter tornare indietro. Esiste una possibilità di levità oltre questo e lui è riuscito a trasmetterla veramente in letteratura.

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