Afghanistan, Onu: 2021 peggior anno di sempre per i civili

26 lug 2021

Proprio la data, l'evocativo 11 settembre del 2021, stabilita da Biden per il ritiro delle truppe USA dall'Afghanistan, scelta per suggellare il ventennio della lotta al terrore, rischia di essere un catastrofico boomerang. E se è molto improbabile che si assisterà all'assalto dell'ambasciata americana come accadde nel '75 da parte dei vietnamiti, è anche vero che le premesse non sembrano molto dissimili. Anche allora si parlò di ritiro dopo un armistizio, anche oggi si cerca di annunciare un'intesa con i talebani che è stata raggiunta solo sulla carta. Sul terreno le cifre sono impietose: il 2021, secondo quanto denuncia l'ONU, rischia di essere il peggior anno dal 2009, anno in cui le Nazioni Unite cominciarono a stilare rapporti accurati sull'impatto del conflitto sulla popolazione. Basta dare uno sguardo al grafico e ci si accorge che ad oggi sono almeno 1.200 i civili uccisi, con la drammatica certezza che questo numero sarà destinato a crescere entro dicembre. Quel che colpisce, piuttosto, è l'impressionante colonna dedicata ai feriti. In questo caso già ora, a metà estate, il numero è più alto degli anni scorsi. È una realtà che viene confermata anche sul campo. Le autorità afghane annunciano quotidianamente di aver sconfitto o debellato sacche di resistenza, ma come viene invece denunciato quotidianamente dai pochi mezzi di informazione presenti sul posto, non c'è giorno in cui non giunga l'annuncio di un distretto caduto nelle mani degli studenti del Corano. E quel che preoccupa maggiormente è il fatto che l'ANA, l'Afghan National Army, cui da vent'anni NATO e Stati Uniti forniscono armi e addestramento, molto spesso si arrende senza neanche combattere. Proprio per evitare l'assalto all'ambasciata, Biden stesso ha autorizzato un budget di 100 milioni di dollari per emigrazione di emergenza, intendendo con ciò la possibilità di fuga per i molti traduttori e contractor locali che hanno lavorato con le forze occidentali. Come se non bastasse anche sul fronte del ritiro ci sono diverse marce indietro. Nonostante l'abbandono della base di Bagram gli Stati Uniti hanno compiuto diversi raid aerei contro i talebani e il comandante delle forze americane, il Generale Austin Scott Miller, ha annunciato che si tratterrà diverse settimane in più sul campo. Insomma, ritiro sì, ma anche no o forse chissà, anche se le previsioni dell'Intelligence citate del New York Times sono spietate: dopo venti anni di guerra l'Afghanistan potrebbe cadere nelle mani dei talebani tra i 6 e i 24 mesi.

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