Afghanistan, ritornano le esecuzioni capitali

25 set 2021

Tutto come 20 anni fa e queste immagini non lasciano molti dubbi: i talebani non sono cambiati affatto. Sono immagini forti ma è importante raccontare lo stato del Paese. Un uomo, o meglio quello che rimane del suo corpo, pende da una gru in mezzo ad una piazza ad Herat. "Che tutti possano vederlo, che sia chiara la fine di un rapitore o presunto tale". Sono ricominciate le esecuzioni di piazza, un messaggio chiaro e fortissimo. Quattro gli uomini presi, uccisi e appesi in piazze diverse. Uomini intorno, macchine che procedono, biciclette che passano in mezzo il cadavere esposto in una finta normalità, ormai quotidiana. Nei giorni scorsi uno dei leader talebani aveva annunciato un ritorno alle esecuzioni e alle amputazioni delle mani. Si tratta di uno dei fondatori del Movimento Islamista, Turabi, il famigerato Ministro per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio durante la prima esperienza di governo dei talebani negli anni Novanta. Turabi nelle scorse ore lo aveva specificato: "Il taglio delle mani è estremamente necessario per la sicurezza". Il dubbio era se farlo in pubblico o meno. Evidentemente è stato superato.

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