Al Chapo, la Procura di Brooklyn chiede 12,6 mld di dollari

06 lug 2019

Una stima prudente, la procura di Brooklyn, competente per il caso di Joaquín Guzmán Loera , definisce così la richiesta di risarcimento da 12,6 miliardi di dollari e per quanto possa sembrare ironica in effetti corrisponde alla realtà, perché il signor Loera è El Chapo, cioè uno dei più potenti signori della droga messicano, un narco che al momento del suo successo, aveva a disposizione intere flotte di aerei, sottomarini e strumentazione all'avanguardia per intercettare ogni tentativo delle autorità di fermare i suoi traffici. Tentativi che per essere onesti non sono mai stati particolarmente convincenti, tanto da provocare attriti e tensioni tra due lati del confine più problematico del mondo, quello tra Messico e Stati Uniti. Stati uniti, che peraltro rappresentano il principale mercato di destinazione delle sostanze prodotte dal cartello di Sinaloa, la sua organizzazione. La storia del Chapo è talmente leggendaria da evere ispirato film, romanzi e serie televisive. La sua fama ormai a livello dell' altra leggenda del narcotraffico Pablo Escobar, ma al contrario del suo predecessore, El Chapo a la ferocia affiancava anche un raro acume e una spregiudicatezza che lo avevano portato rapidamente ad essere il Signore della droga. La sua parabola è stata accecante, sia nell'ascesa, che nella caduta, come sempre accade in questi casi. Dopo aver raggiunto l'apice El Chapo aveva peccato di arroganza e vanità. Scappato per la terza volta dalle prigioni messicane, si era fatto intervistare da Sean Penn e della diva della televisione messicana Cate Del Castillo, per Rolling Stones. Era l'ottobre del 2015, dopo appena 3 mesi i Marines messicani lo arrestavano, dopo aver individuato il suo rifugio proprio seguendo le due star. Di qui la sua discesa nei suoi inferi, l'estradizione negli Stati Uniti, il processo dove la condanna all'ergastolo viene data per scontata.

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