Al via i corridoi umanitari per 1200 afghani

04 nov 2021

Per ora partiranno dal Pakistan e dall'Iran, ma la speranza è che attraverso la mediazione delle Agenzie umanitarie delle Nazioni Unite, come l'UNHCR, l'evacuazione degli afghani riprenda in sicurezza anche dall'interno del loro Paese. Intanto per 1.200 di quelli già espatriati, l'accordo raggiunto tra le associazioni umanitarie e il Ministero dell'Interno e quello degli Esteri, prevede l'attuazione dei corridoi umanitari, necessari per mettere in salvo chi collaborava con l'Italia, ma anche quelle categorie particolarmente vulnerabili, a rischio immediato di morte, sotto i talebani. "I corridoi umanitari non sono semplicemente l'attività caritativa, emergenziale di persone di buon cuore, ma possono essere una buona politica per il nostro Paese, che è all'avanguardia in questo, per l'Europa e non semplicemente di fronte a un'emergenza, ma di fronte al fenomeno che sarà una svolta epocale del nostro secolo". "Cominciamo dai Paesi limitrofi, perché sono persone che già hanno trovato, diciamo, un posto dove rifugiarsi, ma non rinunciamo a salvare i tanti afghani legati al nostro Paese, che sono ancora all'interno dell'Afghanistan. Per queste persone ci saranno delle evacuazioni, così come sono avvenute durante l'estate e per riuscire a portarli fuori dall'Afghanistan". Intanto nel Paese, l'emergenza umanitaria corre parallela alle restrizioni imposte dai talebani e le difficoltà nel portare aiuti o nel prevedere evacuazioni, restano pesanti, perché se da una parte è necessario dialogare con i sedicenti studenti coranici, dall'altra resta fondamentale per gli stessi civili afghani che a livello internazionale, non ne venga riconosciuto il Governo.

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