Al via in Israele campagna per la terza dose di vaccino

30 lug 2021

Per primo, come sempre a dare l'esempio, il Presidente Isaac Herzog ha porto il braccio per la terza inoculazione. Prima di lui, il Premier Naftali Bennett, aveva infatti annunciato che Israele, per fronteggiare l'oramai inevitabile quarta ondata dell'epidemia di Covid, doveva cambiare strategia. Che il vaccino sia l'unica via per opporsi al contagio, in Israele, primo paese ad aver avviato una massiccia campagna di immunizzazione della popolazione, è argomento ovvio, che non appartiene al dibattito politico. Del resto, è stato lo stesso leader dell'opposizione, Benjamin Netanyahu, ad aver dato il via alla campagna quando era a Capo del Governo e perciò non stupisce, che anche lui si sia messo in fila per dimostrare la sua adesione. Quindi, almeno in Israele, la questione è puramente sanitaria e da Paese leader nella lotta alla pandemia, giunge un'indicazione chiara. Secondo quanto rivela uno studio internazionale, nell'arco di sei mesi, la protezione del siero anti-Covid di Pfizer, passa al 96,2% al 93,7%. L'efficacia del vaccino, rileva lo studio, raggiunge il picco durante l'intervallo tra sette giorni a due mesi dopo la seconda dose e diminuisce gradualmente, con un calo medio del 6% ogni due mesi. Per ora, il richiamo è riservato alle persone più adulte, ma nulla esclude che più in avanti non si debba ampliare la platea. In parallelo, Israele ha ordinato una serie di misure ulteriori per lottare contro la pandemia, dopo che l'indice di contagio è arrivato a 1,35. Solo chi è in possesso di un Green Pass, potrà prendere parte ad eventi al chiuso con più di 100 partecipanti. Ad oggi,un milione di israeliani, cui si è appellato Bennet, non si è ancora vaccinato.

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