Allerta virus, stato di emergenza in Corea del Sud

24 feb 2020

Mentre in Cina, nonostante oltre 2400 nuovi decessi durante il weekend, sembra proseguire il lento ma costante rallentamento dei contagi e l'aumento delle guarigioni, in Giappone e Corea la situazione continua a peggiorare. L'aumento esponenziale dei contagi, oltre 600 in pochi giorni con sette morti confermati, ha costretto il Governo sudcoreano a dichiarare ieri il massimo livello di emergenza nazionale, ordinando la chiusura delle scuole, dei pubblici esercizi e di ogni tipo di manifestazione. “La situazione è sotto controllo”, ha rassicurato in un messaggio televisivo il popolare presidente Moon Jae-in, “ma abbiamo bisogno della collaborazione di tutti i cittadini. Per vincere il virus dobbiamo essere uniti e determinati”. Confermato, invece, dal rappresentante locale a Pyongyang dell’OMS, l'Organizzazione mondiale della sanità, che al momento l'unico Paese della zona apparentemente esente da ogni contagio è la Corea del Nord. Anche la Corea del Sud ha sospeso i voli con la Cina e sta valutando di farlo anche nei confronti del Giappone che, dopo la controversa gestione della nave Diamond Princess, è diventato il secondo focolaio mondiale del virus, ma il cui Governo non ha ancora adottato misure ufficiali per il contenimento e la prevenzione dello stesso. Ieri è stato registrato il quarto decesso, un altro passeggero anziano della nave posta in quarantena, mentre il numero totale dei contagiati ha ormai superato le 800 persone, circa 150 dei quali non erano a bordo della nave. E aumentano le polemiche in Giappone e all'estero per l'apparente inefficacia della quarantena e dei test effettuati a bordo. Oltre ai già denunciati casi dei passeggeri americani, australiani e israeliani risultati positivi al loro rientro in patria, ieri anche quattro passeggeri inglesi sono risultati positivi.

pubblicità