America 2020, Biden: creeremo 18 milioni di posti di lavoro

17 nov 2020

Uno twitta, l'altro parla alla nazione. Trump e Biden sono rette parallele che difficilmente si incontreranno. L'ennesima giornata senza appuntamenti ufficiali per il Presidente che porta gli Stati Uniti sull'orlo di una crisi di nervi istituzionale. "Le elezioni appena fatte sotto la sua amministrazione sono incostituzionali", cinguetta "quello ha vinto però non concedo niente perché ha barato. In realtà ho vinto io. I democratici della sinistra radicale, insieme ai media e alla società che produce le macchine conta voti in combutta coi cinesi stanno cercando di rubare la Casa Bianca e se i riconteggi non stanno spostando i risultati, allora sono falsati anche quelli". Tra una riunione e l'altra, nel tentativo di mettere insieme il prossimo governo, risponde serafico il presidente eletto Biden: "il rifiuto di concedermi la vittoria" dice "è più imbarazzante per il Paese che invalidante per me". Intanto però il catenaccio di Trump sulla transizione mette a rischio, dicono gli stessi consiglieri del presidente, la sicurezza nazionale. E pure, aggiunge il virologo Anthony Fauci, quella sanitaria. "Se non ci coordiniamo con la produzione e distribuzione del vaccino impostata dall'amministrazione Trump", ammonisce Biden, "altri americani potranno morire". Chiudere il Paese per combattere il virus ha e ha avuto un costo enorme. E anche quello va affrontato, per questo Biden mette attorno a un tavolo i leader dei principali sindacati, alcuni tra i numeri uno delle più grandi corporation a stelle e strisce: "non torneremo all'economia che conoscevamo", insiste, "dobbiamo ricostruire meglio di come eravamo". Per questo, sprona il congresso diviso tra democratici e repubblicani e dà svariate centinaia di miliardi di dollari, a mettersi d'accordo su un ulteriore piano di stimoli che aiuti soprattutto la classe media, lavoratrice. "Creeremo 18,6 milioni di posti di lavoro, questa è la proiezione. Possiamo parlare del mercato dei veicoli elettrici, possiamo parlare di 550.000 stazioni di ricarica, creando nuovi posti di lavoro ben pagati qui". Gli ultimi dati sul mercato del lavoro sono in chiaroscuro, la ripresa segna un rallentamento. Sarebbe utile che nel cambio della guardia i funzionari dell'amministrazione uscente ed entrante almeno si parlassero, come ricorda Barack Obama in "una terra promessa", il libro di memorie che esce oggi. "Il presidente ha un incarico temporaneo", ha detto l'ex inquilino della Casa Bianca, "e quando arriva il momento devi mettere da parte l'ego, i tuoi interessi e il tuo disappunto, consiglio a Trump di fare la stessa cosa". Chissà se tra un tweet e l'altro, il miliardario newyorchese troverà il tempo di leggerlo.

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