America 2020, continua il braccio di ferro tra Trump e Biden

23 nov 2020

Il Presidente uscente degli stati Uniti, Donald Trump, pubblicamente continua a non concedere la vittoria a Joe Biden. Ieri, inoltre, nel corso del G20, ha ringraziato l'Arabia Saudita per la sua leadership durante la presidenza e si è detto pronto a lavorare con l'Italia in qualità di prossimo Presidente. Privatamente però sarebbe già all'opera per programmare la sua vita fuori dalla Casa Bianca. Un futuro che, secondo le prime indiscrezioni, lo vedrebbe ancora al centro della scena pubblica e del partito repubblicano. Trump sarebbe inoltre pronto ad annunciare entro la fine dell'anno la sua nuova candidatura per le elezioni del 2024 con un partito, quello repubblicano, quasi tutto alle sue spalle. Intanto i legali di Donald Trump hanno presentato appello contro la decisione di un giudice della Pennsylvania, che non ha accettato la richiesta di bloccare la certificazione del risultato di voto dello stato. L'obiettivo della campagna di Trump è quello di evitare in quegli stati che hanno dato la vittoria al candidato democratico e dove i parlamentari sono a maggioranza repubblicana, come Wisconsin, Michigan e Pennsylvania, che il voto venga certificato entro l' 8 dicembre, data ultima per nominare i grandi elettori che voteranno il Presidente il 14. Tutto questo per tentare un'improbabile capovolta con l'assegnazione dei grandi elettori d'ufficio da parte delle assemblee statali. Biden, seppur ostacolato dall'amministrazione uscente, dal canto suo continua il lavoro di transizione e domani dovrebbe comunicare i primi nomi del suo governo. Sul fronte pandemia dovrebbe essere ormai questione di settimane per avere a disposizione le dosi di vaccino distribuite ai primi 20 milioni di americani. La Pfizer venerdì ha presentato una richiesta di uso d'emergenza all'FDA, l'ente che si occupa di autorizzare i farmaci sul territorio americano, il quale dovrebbe dare il proprio ok il 10 dicembre. Tutto questo mentre in alcune aree degli Stati Uniti la situazione è sempre più drammatica, come per esempio in Texas a El Paso, dove è dovuta intervenire la guardia nazionale per dare una mano agli obitori dell'area che non riescono a gestire l'elevato numero di decessi da covid. Situazione analoga, che si era registrata in primavera a New York, dove ancora 650 corpi di persone morte a causa del virus sono stipati in camion frigoriferi posteggiati a Brooklyn.

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