America latina, 3 milioni casi, Bolsonaro: niente panico

08 lug 2020

America latina e Caraibi si confermano ancora uno degli epicentri della pandemia, con oltre 3 milioni di contagi accertate quasi 140 mila morti, la metà dei quali in Brasile. Il Perù, alle prese con il picco dell'epidemia, ha dichiarato lo stato d'emergenza in diversi distretti, mentre il Cile ha superato i 300 mila contagi. La notizia ha colpito tutti, stupito però pochi, è la positività del Presidente brasiliano Bolsonaro che per mesi, incurante delle misure restrittive o di distanziamento, indossava casualmente la mascherina e si immergeva senza problemi in veri bagni di folla, abbracciando e baciando i suoi sostenitori. Non solo fatti, ma anche la politica è stata sempre fuori luogo in un Paese che continuava a seppellire i suoi morti, arrivati a oltre 66 mila. Dopo il video in cui annunciava di aver contratto la malattia e di essere positivo, Bolsonaro si è mostrato di nuovo in tv oggi, seduto alla sua scrivania e mentre prende la terza dose di idrossiclorochina, riconfermando così il suo atteggiamento spavaldo, assumendo, infatti, un farmaco antivirale usato per la malaria e sconsigliato dall'OMS contro il Covid-19, che presenta numerose controindicazioni. Oggi, Bolsonaro ha inoltre detto: “La nostra politica è non diffondere il panico che porta anche a depressione e morte. Ho sempre detto che la lotta al virus potrebbe avere un effetto collaterale peggiore del virus stesso. La vita continua – ha detto poi – il virus è come la pioggia, presto o tardi ti coglie”. La notizia della sua positività al tampone ha scatenato sarcasmo e insulti sul web, ed è polemica per il comportamento adottato anche negli ultimi giorni. Sabato scorso ha pranzato con l'ambasciatore degli Stati Uniti in Brasile, insieme ad altri ospiti, tutti senza mascherina. L'ambasciatore e 18 Ministri brasiliani si sono sottoposti al tampone. Fanno discutere, infine, due decreti firmati da Bolsonaro recentemente, uno pone il veto all'uso obbligatorio delle mascherine all'interno di chiese, scuole, negozi e carceri, l'altro blocca una parte della legge che prevedeva misure di sostegno per le popolazioni indigene colpite dal virus.

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