Arresto Zaki, l'Europa si mobilita

13 feb 2020

Nelle carceri egiziane, ci sarebbero almeno 60.000 Patrick Zaky. 60.000 persone detenute per le loro idee, per il loro credo politico. Per il giovane attivista 27enne che a Bologna, nell'università più antica d'Italia, stava seguendo un master, si sta mobilitando l'Europa intera. Anche la famiglia di Giulio Regeni ha rotto il silenzio. “Noi sappiamo di che cosa è capace la paranoica ferocia egiziana”, hanno dichiarato in una nota. Zaky è stato arrestato al Cairo venerdì scorso, dove era rientrato per una breve vacanza e ora rischia l'ergastolo. Secondo l'avvocato della famiglia avrebbe già subito torture. Un suo amico fuggito a Berlino ha raccontato all'agenzia ANSA di essere stato sottoposto allo stesso trattamento e ha dato vita a una raccolta firme che conteggia già più di 50000 adesioni. Il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha ricordato alle autorità egiziane che l’UE condiziona i suoi rapporti con i paesi terzi al rispetto dei diritti umani e civili. Chiedo quindi che Patrick Zaky venga immediatamente rilasciato, restituito all'affetto dei suoi cari e ai suoi studi. Josep Borrell, a capo della diplomazia europea, affronterà il tema al Consiglio europeo di lunedì prossimo. In diverse città, non solo italiane, si stanno moltiplicando le iniziative di solidarietà. Il rettore dell'Università di Bologna, Francesco Ubertini, chiede che Patrick torni presto a frequentare il Master. Un anno fa il ragazzo aveva partecipato ad Alessandria d'Egitto a un incontro organizzato dall' Egyptian Initiative for Personal Rights, l’ONG che si occupa di diritti umani con cui collabora. Lì sarebbe finito nel mirino degli apparati di sicurezza egiziani.

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