Assalto a Capitol Hill, incriminato Steve Bannon

13 nov 2021

Incriminato per non essersi ancora presentato a testimoniare, per non aver consegnato documenti utili a ricostruire l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio scorso. Steve Bannon, ex stratega di Donald Trump, è stato giudicato colpevole da un gran giurì Federale di oltraggio al congresso degli Stati Uniti, che lo aveva chiamato a deporre davanti alla commissione d'inchiesta della Camera dei rappresentanti. Il controverso consigliere dell'ex presidente si era rifiutato, come hanno fatto finora molti fedelissimi trumpiani, per prendere tempo in attesa che la giustizia americana dica l'ultima parola sull'effettiva segretezza delle comunicazioni avvenute alla Casa Bianca nelle ore in cui il Congresso veniva assaltato, mentre certificava le elezioni di Joe Biden. Il privilegio esecutivo, evocato da Trump, per impedire di rivelare quali contatti i suoi uomini abbiano avuto con i rivoltosi è giudicato inapplicabile, ma ad ogni passaggio in un tribunale, basta un ricorso per inceppare la macchina giudiziaria. In un susseguirsi di colpi di scena la consegna dei documenti dell'Amministrazione alla Commissione d'inchiesta è stata dunque rimandata alla fine del mese, per il rifiuto di testimoniare gli ex uomini del presidente di rischiano fino a un anno di carcere. Ma Bannon potrebbe consegnarsi alle autorità già lunedì e raccontare quel che sà nel pomeriggio, anche perché quasi non passa giorno senza che esca un nuovo dettaglio sul coinvolgimento della casa bianca nei fatti di Washington. L'ultimo è un audio nel quale Trump sembra giustificare gli assalitori quando minacciano di impiccare il suo stesso vicepresidente.

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