Assalto a Washington, gli uomini che combattono per Trump

07 gen 2021

Trump è il loro campione, ma non è stato lui a inventarli. Sono il suo esercito, ma un generale si può sempre cambiare. Nell'America moderna la destra radicale recita un ruolo da protagonista, e non sarà l'insediamento di Biden, da solo, a farla sparire. Simili ma non identici i soldati di Trump, rischiano di apparire tutti uguali. Ogni gruppo, invece, ha le sue idee, i suoi riti e le sue insegne. Prendiamo Jake Angeli, l'uomo vestito da bisonte è un seguace di Qanon. L'abbiamo incontrato la prima volta in Arizona, il suo Stato, eccolo di spalle mentre protesta a novembre contro la vittoria di Biden. QAnon è un'elaborata teoria della cospirazione. Gli Anon sostengono che Trump sia un agente segreto in lotta contro una lobby internazionali di satanisti pedofili. Della setta, la Cabal, farebbero parte Hillary Clinton, Obama, Biden, fino a Tom Hanks e Beyoncé. La loro bandiera è una Q con i colori dello stendardo americano su sfondo nero. Il loro motto, when we go one we go all, che suona un po' come tutti per uno uno per tutti. I seguaci attendono con ansia The Storm, la tempesta, saranno catturati e giustiziati. Altro gruppo altre bandiere, Polo nere e gialle è la divisa dei Proud Boys. Si definiscono sciovinisti occidentali, sono anti immigrazione e anti Islam, e contro il femminismo, respingono l'accusa di razzismo. Il loro leader è di origini cubane, ma si oppongono con forza a Black lives matter. In campagna elettorale Trump, disse loro: state pronti. Camicie hawaiane e fucili d'assalto, sono i Boogaloo Bois, giovani tecnologici anarchici e violenti oppositori delle forze dell'ordine. Prevedono una seconda guerra civile americana e sono pronti a combatterla. La loro bandiera è questa, un gioco di parole. Big igloo come Boogaloo, Boogaloo come big luau, la festa hawaiana che giustifica il ricorso ai motivi floreali. Le milizie, infine, anche se loro preferiscono definirsi patrioti: respingono l'accusa di razzismo, ce l' hanno con le intrusioni del Governo nella vita dei cittadini, difendono il diritto di possedere armi e combattono le élite che, dicono, vogliono instaurare un nuovo ordine mondiale a scapito del popolo. Gli Oath Keepers di Stewart Rhodes sono i più conosciuti, ma ci sono anche i Three percenters, ecco la loro bandiera. Il nome deriva dalla leggenda secondo la quale la guerra di indipendenza americana è stata combattuta dal 3% appena dei coloni. Il motto: quando la tirannia diventa la regola, la ribellione diventa un dovere. Il capo complottista ad honorem è lui, Alex Jones, fondatore del sito Info wars, che raccoglie e diffonde tutte quelle teorie cospirazioniste così care alla far right. Sullo sfondo, l'ombra del Suprematismo bianco, rinnegato ma onnipresente. Sentite questa, è la storia di un trentacinquenne bianco e arrabbiato che crede che il Governo sia tirannico, che l'economia sia in rovina, che i neri siano tutti rivoltosi, che gli ebrei abbiano troppo potere. Odia chi si dice conservatore ma non agisce, dunque si unisce a un movimento che vuole rovesciare il Governo a Washington. È la trama di Turner Diaries, romanzo-Bibbia dei suprematisti scritto sotto pseudonimo da William Pierce nel 1978. La fine è violenta. Vi ricorda qualcosa?.

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