Gas lacrimogeni, lancio di bombe molotov, cariche della polizia contro i manifestanti. Piazza Syntagma, cuore della città di Atene, è ancora una volta paralizzata dagli scontri con la polizia. Era già successo, l'8 marzo scorso, al centro delle proteste l'incidente ferroviario avvenuto settimane fa nei pressi di Larissa in cui morirono 57 persone. I gruppi di dimostranti chiedono giustizia e verità per quelle vittime. È stata una tragedia annunciata, dicono i familiari che hanno perso i loro cari, che si sarebbe potuta evitare se la rete ferroviaria greca avesse funzionato in sicurezza. E invece, denunciano i sindacati, mancava la segnaletica, non c'erano state comunicazioni fra il macchinista e il capostazione e la rete ferroviaria aveva bisogno di manutenzione. L'incidente ha coinvolto un treno merci e un treno passeggeri che viaggiano in direzioni opposte sullo stesso binario. A bordo circa 350 persone tra cui molti studenti universitari. Il Dirigente della stazione di Larissa, responsabile del tratto di ferrovia in cui è avvenuto l'incidente, è stato incriminato per omicidio colposo per il sospetto che un suo errore abbia contribuito a causarlo. Ma la rabbia di chi protesta è rivolta soprattutto al Governo del conservatore Kyriakos Mitsotakis, considerato responsabile del pessimo stato delle infrastrutture ferroviarie nel Paese. Una giornata di sciopero generale ha paralizzato i trasporti. In piazza ci sono sindacati, movimenti, lavoratori, partiti e molti studenti. Migliaia di persone hanno invaso anche il centro di Salonicco.























