Attacco hacker, infiltrazione russa nei computer americani

26 ott 2021

Gli hacker russi hanno lasciato nuovamente il segno infiltrandosi in sistemi informatici americani con l'intenzione di ottenere informazioni relative ai segreti militari ma anche alle ricerche sui vaccini. Un attacco che fa seguito a quello portato a compimento nel marzo del 2020 e che aveva colpito l'azienda texana SolarWinds, produttrice di un software molto usato dagli uffici governativi statunitensi. Allora gli hacker russi guidati dall'intelligence del Cremlino Svr, la stessa che era riuscita ad attaccare i sistemi informatici del Partito Democratico nel 2016, poco prima delle elezioni presidenziali, riuscirono a violare 300.000 account di clienti. Biden aveva promesso ritorsioni salvo poi limitarsi ad alcune espulsioni di funzionari russi e piccole sanzioni preferendo il dialogo con Mosca su argomenti di sicurezza tecnologica. La nuova campagna hacker russa ha replicato però l'approccio utilizzato nel 2020 prendendo di mira questa volta i rivenditori, aziende che operano nella catena di fornitura globale della tecnologia dell'informazione e che personalizzano i servizi di Cloud di Microsoft per l'utilizzo da parte di aziende e altre organizzazioni governative. Secondo Tom Burt, uno dei responsabili della sicurezza di Microsoft, gli hacker russi avrebbero scelto i rivenditori convinti che una volta infiltrati avrebbero avuto accesso ad informazioni di alto livello, come email del governo e tecnologia di difesa. Sempre secondo Burt la velocità degli attacchi informatici in America, non solo russi ma anche cinesi e iraniani, sta aumentando con Microsoft che quest'anno ha notificato a più di 600 clienti quasi 23.000 tentativi di intrusione.

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