Attacco in Congo, una zona di forte instabilità

22 feb 2021

L'area in cui è avvenuto l'attacco in cui hanno perso la vita l'ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Jacovacci è una delle più instabili d'Africa, sicuramente la Regione più volatile dell'immensa Repubblica democratica del Congo, il nord Kivu, nella parte orientale della nazione, si trova sul poroso confine con altre aree di presente e passata instabilità, Uganda e Ruanda. Il convoglio delle nazioni unite su cui viaggiavano l'ambasciatore e il carabiniere era partito dalla città capoluogo, Goma e viaggiava nell'area del parco di Virunga, oltre 7000 chilometri quadrati di patrimonio dell'Unesco, un paradiso naturale conosciuto per la sua biodiversità e perché ultimo rifugio dei gorilla di montagna, la zona però è anche il terreno di azioni di decine e decine di gruppi armati, legati a diverse etnie locali, interessi economici, e anche agli scontri politici ed etnici dei paesi vicini. Tra le diverse sigle le milizie Mayi-Mayi, un nome che realtà mette assieme i vari gruppi armati, signori della guerra e i vigilantes attivi dai giorni del cruento conflitto che tra il 1998 e 2003 ha causato milioni di morti. Ci sono poi, tra gli altri, le forze democratiche di liberazione del Ruanda di etnia Hutu, un residuo di quelle milizie al centro del genocidio del 1994. La Repubblica democratica del Congo, secondo Paese al mondo per sfollati interni, è una nazione ricchissima per materie prime, una miniera a cielo aperto, petrolio, gas naturale, cobalto, coltan, una lega con cui sono costruite le componenti di smartphone e tablet. Le milizie lottano tra loro anche per il dominio su queste risorse, tra tutte, il meno pregiato carbone da legna, al centro di saccheggio e contrabbandi per quasi 27 milioni di euro, in questa zona tra milizie armate, i bracconieri e contrabbandieri lo Stato non esercita più alcun potere se il Governo di Kinshasa è lontano, non soltanto geograficamente, poco riesce a fare la longeva missione Onu Monusco, spesso criticata e accusata di inattività, davanti all'erosione della sicurezza che dal 2018, anno di elezioni, è in costante deterioramento.

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