Attacco raffinerie, Trump: nuove sanzioni contro l'Iran

19 set 2019

Donald Trump non ha mai nascosto di non essere un interventista e non a caso, dopo le minacce iniziali contro l'Iran, i toni sull'attacco contro le raffinerie saudite di sabato scorso si sono abbassati e si esplorano le vie diplomatiche. Sanzioni, dunque, e una pressione internazionale su cui lavorare in sede ONU per punire Teheran, che però continua a negare di avere alcuna responsabilità, sottolineando le rivendicazioni fatte dai ribelli Huthi dello Yemen, che, certo, l'Iran sostiene, ma che avrebbero agito da soli secondo lo stesso presidente Rouhani. Stati Uniti e Arabia Saudita sembrano invece non avere più dubbi e ieri, a sostegno della tesi che 25 fra droni e missili cruise siano partiti sabato da una base iraniana al confine con l'Iraq, il Ministero della Difesa saudita ha mostrato alla stampa anche parti degli ordigni utilizzati. Intanto, per coordinare le indagini e soprattutto la risposta, il Segretario di Stato americano Mike Pompeo è volato in Arabia Saudita e, a margine dell'incontro con il principe bin Salman, ha definito l'attentato contro le raffinerie "un atto di guerra". Una guerra che però gli Stati Uniti lasciano, per il momento, come ultima opzione e che anche l'Iran ha detto di non volere. E a dimostrarlo ci sono anche le dichiarazioni di Trump, che ha precisato che non ha intenzione di negare il visto, come sembrava in un primo momento, al presidente Rouhani, atteso la prossima settimana a New York per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Non solo. A chi gli chiedeva se intendesse incontrare Rouhani, Trump ha risposto "Preferirei di no, ma non escludo niente".

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