Attentato a Nizza, restano in carcere i tre sospetti

02 nov 2020

La Procura antiterrorismo ha accertato che le prime tre persone fermate all'indomani dell'attentato di Notre-Dame, hanno avuto solo un contatto occasionale con Ibrahim Issaoui. Ma non c'era nessuna relazione con lui. Così sono state rilasciate. Discorso diverso per i tre tunisini arrestati sabato a Grasse, nel sud della Francia, che invece restano in carcere. In particolare si indaga sul 29enne Akhmed Ben Amor che con Aussaoui ha condiviso non solo il viaggio su un barchino con 21 persone a bordo, dalla Tunisia a Lampedusa, ma probabilmente anche il trasferimento da Roma a Nizza a fine ottobre, quattro giorni prima della strage. Circostanza che ha dato forza alle convinzioni di Gerald Darmanin. Aussaoui è venuto in Francia già con l'obiettivo di uccidere, ha detto il Ministro dell'Interno, a cui il Presidente francese Macron ha chiesto di andare in Tunisia la settimana prossima per parlare con il suo omologo e stringere un accordo sull'immigrazione. Dal 2017 sono infatti ripartite con vigore le entrate clandestine in Francia di migranti tunisini. A Nizza intanto la basilica di Notre Dame resta chiusa, dopo la messa partecipata di domenica sera in cui tutta la comunità ha voluto ricordare Nadine, Vincent e Simone, le tre vittime dell'attentato.

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