Un'esplosione, un muro crollato sui fedeli e la corsa per cercare di salvare vite. Sono decine i morti e centinaia i feriti nell'attentato suicida in una moschea di Peshawar, Pakistan Nord-Occidentale. 7 i chili di esplosivo utilizzati dall'attentatore di 25 anni che pregava tra i fedeli, autore dell'attacco kamikaze. Era in prima fila tra i fedeli, riportano i cronisti locali. L'attentato porta la firma dei talebani pakistani. Un attacco condotto per vendicare l'uccisione di Omar Khalid Khorasani, uno dei fondatori del gruppo. L'edificio si trova all'interno di un complesso altamente fortificato e controllato, sede anche del quartier generale della Polizia Provinciale e di un reparto antiterrorismo. Tra le vittime si contano decine di poliziotti. Si tratta della peggiore esplosione avvenuta in città dallo scorso marzo, ha commentato il Primo Ministro Sharif. Almeno 260 persone partecipavano alla preghiera nella moschea, hanno fatto sapere le autorità. Tutta l'area dell'attacco è stata transennata. I feriti sono stati portati in ospedale con ogni mezzo, anche grazie all'aiuto di decine di volontari accorsi dopo aver udito l'esplosione. Si scava senza sosta tra le macerie, dove dopo il collo di una parte dell'edificio, sono rimaste intrappolate diverse persone.























