Biden annuncia ritiro truppe statunitensi dall'Afghanistan

15 apr 2021

È tempo di pensare alle sfide del futuro e non a quelle del passato, è tempo di porre fine alla più lunga guerra d'America, è tempo che le truppe statunitensi tornino a casa. Joe Biden, chiude il cerchio, nella stessa stanza del trattato, lo studio privato negli appartamenti al secondo piano della Casa Bianca, dove il 7 ottobre 2001, George Walker Bush, annunciò la risposta militare, all'attacco dell'11 settembre, il Presidente di oggi, promette il ritiro dall'Afghanistan. "Ho fatto questo impegno, il giorno del mio giuramento. Gli Stati Uniti, inizieranno il ritiro delle truppe, a partire dal 1 maggio di quest'anno, non ce ne andremo in maniera non responsabile, ma lo faremo in sicurezza, in coordinamento con i nostri alleati, i nostri partner, che ora hanno più forze in Afghanistan di noi. E i talebani, dovrebbero sapere che se ci attaccano, mentre ci ritiriamo, ci difenderemo e difenderemo anche i nostri partner, con tutti i mezzi disponibili". Si chiude un cerchio, dunque, che ha visto quattro Presidenti impantanati in un Paese, costato agli Stati Uniti, 2.000 miliardi e soprattutto, 2.400 vittime. Anche da vice di Obama, Biden ha sempre spinto per il ritiro, l'unica cosa che lo accomunava al predecessore Trump, adesso, pare anche contro il parere di alcuni suoi generali, riuscirà a vederlo. Il Presidente è convinto che laggiù, non esista soluzione militare e che comunque l'Afghanistan, non rappresenti più, il pericolo di 20 anni fa. Le sfide del futuro, cui allude oggi, sono altrove, in Cina, in Russia e sono geopolitiche, economiche, tecnologiche, ecologiche e sanitarie. Nulla che insomma, si vinca con i soldati sul campo, tanto che dopo aver invitato Putin, a un faccia a faccia, sembra avere sospeso il dispiegamento di due navi da guerra, nel Mar Nero. L'ammonimento per l'invio di truppe russe al confine ucraino, è arrivato piuttosto per via diplomatica, parlandone in una telefonata alla Cancelliera tedesca Merkel e discutendone, per il tramite del Segretario di Stato Blinken e quello della Difesa, Austin, al vertice NATO di Bruxelles. Nella capitale europea, il Segretario Generale dell'Alleanza, Stoltenberg, ha spiegato che tutti i Paesi, impegnati in Afghanistan, dopo i 2.500 americani, i 1.300 tedeschi, gli 800 italiani e altri 5 mila di varie nazionalità, completeranno un ritiro ordinato e coordinato, nel giro di pochi mesi, a partire dal 1 maggio. "Siamo arrivati insieme" ha ricordato il Ministro degli Esteri, Di Maio "E ce ne andremo insieme". Cosa accadrà dopo, al debolissimo Governo di Kabul e soprattutto alla sua gente, però, nessuno lo sa.

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