Biden difende aumento tasse ricchi: "Pronto a trattare"

08 apr 2021

Il Fondo Monetario Internazionale vede la luce alla fine del tunnel. Siamo sulla strada della ripresa, dice il direttore generale di Jorgeva, che per quest'anno ha appena rivisto al rialzo le previsioni di crescita globale al 6%. Perché milioni di persone si stanno vaccinando e perché soprattutto gli Stati Uniti stanno adottando incisive politiche di supporto all'economia. Non tutti però vanno al passo dell'America che crescerà del 6,4% o della Cina 8,4. La media europea è il 4,4% e il Fondo Monetario è preoccupato per quei paesi ad alto debito con limitato spazio fiscale per spingere la ripresa, anche se al momento rassicura, non vede una crisi sistemica. Problemi che comunque non si pone affatto l'Amministrazione Biden che punta a far tornare grande l'America. Non sono solo parole dietro ci sono soprattutto un sacco di soldi, negli ultimi 25 anni ricorda Biden, l'America ha smesso di investire in Ricerca e Sviluppo e perso così la sua leadership. Il cartellino del prezzo del Piano infrastrutturale proposto dalla Casa Bianca per recuperarla creando milioni di posti di lavoro, dice che costa 2250 miliardi di dollari. Chi li paga? Ovviamente secondo Biden i grandi ricchi, le Corporation la cui aliquota di base Trump fece crollare dal 35 al 21%. Troviamo una via di mezzo spiega Biden, che punta al 21 ma che è comunque aperto al dialogo con l'opposizione repubblicana. A sorpresa si dice a favore l'uomo più ricco del mondo, a capo dell'innominato bersaglio numero uno del Presidente. Jeff Bezos fondatore di Amazon che lo scorso anno ha fatturato 386 miliardi pagando il 9,4% e nei due anni precedenti zero, dice di supportare un aumento delle aliquote, ma chiede una soluzione bilanciata per non minare la competitività delle aziende Statunitensi. Secondo il Wall Street Journal, il piano fiscale di Biden finirà per essere una stangata solo per la classe media, perché per recuperare i margini le società colpite alzeranno i prezzi, terranno bassi i salari e non remunereranno gli investitori. Non tutto il mondo della Finanza però è d'accordo, nella sua attesa lettera annuale agli azionisti, il leggendario capo della banca d'affari Jp Morgan Jamie Dimon vede dietro l'angolo un boom dell'economia fino al 2023, ma parla ovviamente degli Stati Uniti d'America.

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