Birmania, esercito irrompe in un villaggio Karen, 35 morti

27 dic 2021

Sono 35 le vittime sinora accertate, compresi alcuni bambini, di quella che è stata definita: "La strage di Natale", avvenuta nello stato Kayah in Birmania, dove vive la minoranza Karen di religione prevalentemente cristiana. Nella notte del 24 dicembre l'esercito ha sparato contro alcuni veicoli civili che transitavano verso il villaggio di Hpruso dandovi poi fuoco assieme a tutti gli occupanti. Anche due operatori dell'Organizzazione Umanitaria Save the Children mancano all'appello. "Abbiamo risposto agli attacchi delle milizie locali" ha dichiarato un portavoce della Giunta militare che, dallo scorso primo febbraio, governa il Paese con il pugno di ferro e dopo l'ennesimo golpe militare e che, proprio oggi, ha annunciato un nuovo rinvio di uno dei processi contro la signora Aung San Suu Kyi, tutt'ora agli arresti domiciliari in luogo non conosciuto. "Un crimine terrificante" ha commentato il Vice Segretario della Commissione Diritti Umani dell'ONU Martin Griffiths che ha chiesto alla Giunta di autorizzare una immediata inchiesta mentre il portavoce del NUG, il Governo di Unità Nazionale in esilio, Dottor Sasa ha chiesto ancora una volta alla Comunità Internazionale di intervenire per isolare la Giunta e riportare la democrazia nel Paese. Tristi notizie anche dal Giappone dove, dopo tre anni di moratoria di fatto, sono state eseguite tre condanne a morte, riprendendo una macabra tradizione che prevede che le esecuzioni annunciate ai condannati solo all'ultimo momento e comunicato ai parenti solo dopo essere state effettuate, avvengono durante le feste quando il Parlamento è chiuso e l'attenzione dei media già poco sensibili alla questione molto scarsa.

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