Birmania verso guerra civile, cittadini contro il regime

07 apr 2021

Inviata speciale dell'ONU, Christine Schraner, l'aveva detto chiaramente davanti al Consiglio di Sicurezza: "Il Paese è sull'orlo della guerra civile, si rischia un bagno di sangue". La guerra civile, di fatto, è iniziata. Da una parte i militari golpisti, oramai completamente isolati, che continuano a sparare sulla popolazione civile e ad attaccare di notte, seminando il panico tra donne e bambini, i villaggi delle minoranze che si sono schierati con la resistenza. Dall'altro, centinaia di cittadini, soprattutto giovani, che stanno raggiungendo le zone controllate, appunto, dalle Milizie Armate per coordinare una vera e propria offensiva militare. "Non continueremo a farci massacrare!" ha detto un giovane leader della protesta, annunciando l'entrata in clandestinità, assieme ad altri studenti, ad una radio che trasmette dal confine thailandese. Da un luogo imprecisato dell'India, nel frattempo, il portavoce del movimento dopo aver annunciato l'abrogazione della vigente Costituzione, dichiara imminente la formazione di un esercito federale, chiede che la Comunità Internazionale riconosca il Governo provvisorio. I militari rispondono con nuove retate. Centinaia di arresti, nuovi morti, a volte trascinati per le strade per puro scempio o per terrorizzare ulteriormente la popolazione. Se non è guerra civile, poco ci manca. C'è solo da sperare che duri poco e che non provochi un bagno di sangue, in un popolo, che di sangue, ne ha già versato tanto, troppo.

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