Blackout, Argentina indaga su possibili hacker

17 giu 2019

Torna la luce in Argentina, dopo quasi 14 ore di interruzione, nel più importante stop di energia elettrica nella storia dell'Argentina. La corrente elettrica torna disponibile anche in Uruguay e altre aree meridionali del Paraguay, del Cile, del Brasile, coinvolti nell'importante black-out che ha lasciato al buio e, in alcuni casi, senz'acqua quasi 50 milioni di persone in Sud America. Nelle prossime 48 ore la società di distribuzione elettrica Edesur y Edenor dovranno fornire un primo rapporto preliminare sulle cause del guasto, ma avranno dieci giorni di tempo per concludere l'inchiesta. Il black-out sarebbe stato causato da un collasso del sistema di interconnessione nella rete di trasporto dell'energia dal nord-est dell'Argentina. L'indagine è incentrata nel down del sistema informatico che gestisce il polo energetico delle centrali idroelettriche di Yacyretá, sul Paraná, il fiume, a gestione argentina- paraguaiana, e Salto Grande, a gestione argentina-uruguaiana. Negli uffici del settore Energetica, a Buenos Aires, non si crede che il black-out sia stato causato da un attacco informatico, ma dai primi rilievi l'Edesur esclude che l'incidente possa essere stato determinato da un intervento umano e assicura che l'interruzione del servizio è avvenuta in modo automatico. A Santa Fe, nel nord-ovest, a San Luis nel centro e a Formosa nel nord del Paese, dove erano in programma le elezioni locali, si è votato con la luce dei cellulari.

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