Bolivia, Morales è il presidente. Cile, un milione in piazza

26 ott 2019

Evo Morales è ufficialmente presidente della Bolivia fino al 2025. L'annuncio dirimente è del tribunale supremo elettorale della Bolivia sullo spoglio del 100% delle schede elettorali e allontana i dubbi di costituzionalità sul quarto mandato del presidente Indio, ma non placa la protesta nelle piazze del Paese. Con uno scarto minimo dello 0,57% ,Morales ha battuto Carlos Mesa, il suo diretto avversario, senza dover quindi affrontare il ballottaggio caldeggiato dall'Unione Europea e dalle organizzazioni internazionali. Vittoria di misura, dunque, del 10% dei voti come vuole la Costituzione, ma appena superiore di mezzo punto percentuale. 47,8% le preferenze di Morales contro il 36,51 di Carlos Mesa. L'ufficialità arriva dopo una settimana di scontro istituzionale di piazza tra sostenitori e oppositori al Presidente indio in diverse città della Bolivia. Irregolarità sul voto sono state denunciate dai media locali e hanno spinto la Corte Costituzionale a sospendere per qualche giorno il conteggio e attendere oltre una settimana l'annuncio ufficiale dei risultati. Nel conteggio, assicurano dalla commissione elettorale, sono state sottratte le schede risultate irregolari. Ma questo non placa nel Paese chi chiede da tempo un cambio di Governo e ha maldigerito la sentenza della Corte Costituzionale che ha di fatto aperto la strada a Morales per un quarto mandato. Proseguono dunque ad oltranza: sciopero della fame degli studenti delle università autonome in tutto il Paese e marce in strada. In Cile oltre un milione di persone hanno aderito venerdì alla marcia pacifica di protesta nella capitale Santiago, invitando il Governo a combattere contro la diseguaglianza. Un momento storico per il Paese, ha twittato la governatrice di Santiago, in piazza più di quanti non siano scesi contro la dittatura di Pinochet. Tutto è iniziato con l'aumento del biglietto dei mezzi pubblici, poi ritirato dal Presidente. Saccheggi, incendi e violente proteste nei giorni scorsi hanno causato 16 morti, centinaia di feriti e oltre 7 mila arresti. Uno stato d'emergenza voluto dal Presidente con relativo coprifuoco notturno in città. Il Cile è uno dei paesi più ricchi dell'America latina con il più alto livello di diseguaglianza sociale.

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